Sfratto e COVID19

Sono moltissimi i lettori che ci contattano per sapere come devono comportarsi con gli inquilini che non stanno pagando l’affitto a causa dell’epidemia di COVID19.

Prima di tutto è fondamentale sottolineare che fino a quando non riprenderà l’operatività dei Tribunali non sarà possibile richiedere la convalida dello sfratto per morosità.

I provvedimenti emessi dal Governo in questi giorni non hanno inserito nessuna sospensione dei canoni di locazione previsti dai contratti di locazione in corso di validità.

Pertanto è diritto dei proprietari pretendere il pagamento di tutti i canoni maturati.

Il pagamento tuttavia non potrà essere preteso immediatamente in quanto il mancato pagamento durante l’emergenza non potrà essere considerato avvenuto con colpa del debitore.

La normativa di emergenza, invece, interviene a sostegno di quelle attività commerciali interessate dalla chiusura “forzata” per effetto del decreto dell’11 marzo, prevedendo all’articolo 65 un credito d’imposta pari al 60% dell’ammontare del canone di locazione del mese di marzo 2020.

L’agevolazione però può essere richiesta solo per gli immobili rientranti nella categoria catastale C/1, quindi negozi e botteghe.

Il bonus locazioni non è concesso a tutti, in quanto sono esclusi gli esercenti attività di impresa che, sulla base delle disposizioni contenute negli allegati 1 e 2 del dpcm dell’11 marzo scorso, sono rimaste aperte in quanto considerate essenziali.

Dobbiamo segnalare che informalmente molti inquilini e  proprietari si sono accordati in via bonaria per una riduzione al 50% del canone di locazione per i mesi dell’emergenza.

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